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Spazio ai grandi
:::::: I
Blue :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
I Blue: sono finiti i “belli di turno”
Antony
Daniel Costa, Duncan Mathew James, Lee Ryan, Simon Solomon
Webbe, ovvero: i Blue.
Tutti giovanissimi, classe dal '79 all'83, un destino ad oggi
che li unisce in questo viaggio in musica e notorietà,
scandito da 5 milioni di
album e quasi 3 di singoli, venduti in
tutto il mondo.
Il debutto è del 2001 con i primi due singoli seguiti
dall’album All Rise, che nel Regno Unito vanta 1.5 milioni
di copie vendute ed una vastissima programmazione in FM, Capital
Radio in testa.
Ciò che però li distingue da “progetti
similari” durati il tempo di una stagione, che li consacra
nell’arena delle charts internazionali, è il
secondo lavoro che conferma e rilancia un’ascesa ancora
in atto.
Sorry seems to be the
hardest word remake scelto e reinterpretato
con lo stesso Elton John che li tiene a battesimo, è
il punto nodale nella carriera dei quattro.
E’ probabilmente il lavoro più banale nella produzione
dei Blue, ma la mossa definitiva alla loro consacrazione.
Per il vecchio Elton è un modo per riprendere quota
nel pop inglese, “svecchiarsi” senza, da solo,
essere accusato d’abbandonare i propri fans verso altri
lidi.
Queste collaborazioni sono facilitate come escamotage per
bypassare la critica musicale che cerca da sempre degli spazi
ben precisi dove collocare gli artisti, e non ne perdona facilmente
l’incoerenza stilistica.
Inutile dire che le classifiche di vendita inglesi li vedranno
ancora al vertice, trasmessi in tutto il mondo questa volta
anche dal colosso MTV, che trasmette “One
love” quasi come uno spot, seguendo
l’onda di preziosi riconoscimenti come gli Smash Hits
Awards 2002 che rende merito ai loro tour intervallati dai
successi discografici.
Anche ad est, con la televisione ed un tour promozionale,
è consacrato il taglio del gruppo a livello internazionale.
La ricetta vincente è ancora un sound accattivante
plasmato sulle doti vocali dei quattro, che riescono così
a conquistare un pubblico eterogeneo plurigenerazionale.
Un gruppo “da FM” buono per tutte le occasioni
e tutti gli orari di programmazione, non legato solo ed unicamente
- come analoghi quartetti precedenti che s’erano distinti
come “belli di turno” - da vendere alle teen-agers.
Il prossimo album atteso dopo l’estate, forse a novembre,
c’è da esserne certi, darà la strada a
parte della produzione discografica internazionale, che ne
seguirà la scia.
E’ infatti dopo l’estate che diventa difficile
riconquistare degli spazi, dopo hits ballati in tutto il mondo,
e il risveglio delle città, che anche nella musica
cercano rilancio.
E i Blue, ne siamo certi, ci racconteranno ancora qualcosa.
Gianpiero
Fatica, 14 giugno'04
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